Disegno di legge n. 501 del 11.12.2009 – XV Legislatura

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
DISEGNO DI LEGGE n. 501 (XV Legislatura)
presentato dai deputati: Ragusa, Maira, Forzese
l’11 dicembre 2009

Norme in materia di ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia

RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI

Onorevoli colleghi,

l’acqua è un bene essenziale e, per questo motivo, non può essere gestito da privati. Le regioni autonome decidono loro sull’acqua perché, checché ne dica il governo, regioni come Sicilia, Trentino e Valle d’Aosta possono assumere auto-nomamente le scelte di gestione. La Sicilia ha già dimostrato di essere forte nelle mobilitazioni in difesa dell’acqua pubblica. L’ambito dei servizi pubblici locali ha subito nel corso degli anni interventi notevoli incentrati sul progressivo ade-guamento agli orientamenti comunitari. Questo ha comportato l’attuazione di a-zioni finalizzate ad attuare processi di liberalizzazione di diversi servizi pubblici. Se tutto questo ha un senso per alcuni servizi, lo stesso principio non può essere applicato all’acqua perché, come è dimostrato in quei comuni dove i privati han-no sostituito il pubblico, i costi sono sensibilmente aumentati. A pagarne le spese sono soprattutto le famiglie indigenti che, in questo modo, potrebbero essere penalizzate nell’uso dell’acqua: bene essenziale per la vita stessa. Sono passati pochi mesi dalle forti mobilitazioni di studenti, associazioni, movimenti, sinda-cati, della Chiesa, di semplici cittadini, che ha portato la provincia di Ragusa alla ribalta nazionale.

Gli amministratori non hanno potuto fare a meno di ascoltare le spinte che ar-rivavano dal territorio e di farle proprie, arrivando all’importante decisione da parte della conferenza dei sindaci di optare per la gestione pubblica dell’acqua. Per questi motivi è necessario, in Sicilia, usare lo strumento dell’autonomia per intervenire urgentemente.

—O—

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1.
Finalità

1. La presente legge detta i principi per la gestione del patrimonio idrico re-gionale.

Art. 2.
Principi generali

1. Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche.

2. L’uso dell’acqua per l’alimentazione e l’igiene umana è prioritario rispetto agli altri usi.

3. Tutti i prelievi di acqua devono essere misurati per mezzo di un contatore fornito dall’autorità competente.

Art. 3.
Principi relativi alla tutela

1. Fatti salvi i prelievi destinati al consumo umano per il soddisfacimento del diritto all’acqua, il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve considerare il principio del recupero dei costi relativi ai servizi idrici.

Art. 4.
Principi relativi alla gestione del servizio idrico

1. Il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

2. La gestione del servizio idrico integrato è realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale.

Art. 5.
Governo pubblico

1. Le dighe, gli impianti, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depura-zione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederla. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico, pertanto, sono inalie-nabili e gravati dal vincolo di destinazione ad uso pubblico.

2. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente ad enti o società di diritto pubblico o interamente partecipate da enti pubblici.

Art. 6.
Istituzione del Fondo regionale per la ripubblicizzazione
del servizio idrico integrato

1. Al fine di attuare i processi per la trasformazione delle gestioni esistenti, è istituito il Fondo regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.

2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale sentito il parere delle competenti Commissioni dell’Assemblea regionale siciliana, emana un apposito regolamento per disciplinare le modalità di finanziamento e di accesso al Fondo.

Art. 7.
Finanziamento del servizio idrico integrato

1. Il servizio idrico integrato è finanziato attraverso una tariffa regionale e con altre risorse specifiche regionali.

2. Con apposito regolamento, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo regionale definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell’acqua, nel rispetto di quanto contenuto nella presente legge.

Art. 8.
Disposizioni finanziarie

1. Alla copertura degli oneri conseguenti l’attuazione della presente legge, quantificati per l’anno 2010 in euro un milione, si provvede attraverso appositi stanziamenti previsti nella legge di bilancio.

Art. 9.
Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione si-ciliana.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

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