Disegno di legge n. 373 del 02.03.2009 – XV Legislatura

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
DISEGNO DI LEGGE n. 373 (XV Legislatura)
presentato dai deputati:
Laccoto, Gucciardi, Rinaldi, Ammatuna, Galvagno,
Ferrara, Barbagallo, Mattarella, Fiorenza, Vitrano, Picciolo, Raia
il 2 marzo 2009

Disposizioni per la gestione pubblica delle risorse idriche
nella Regione siciliana

RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI

Onorevoli colleghi,

l’acqua rappresenta un bene naturale fondamentale, necessario alla sopravvivenza ed insostituibile; una risorsa esauribile rispetto alla quale deve essere garantita la solidarietà generazionale. Per questo motivo riteniamo che la proprietà e la gestione dell’acqua debbano essere pubbliche.

Il presente disegno di legge, che sottoponiamo all’approvazione di tutte le forze politiche presenti all’Assemblea regionale siciliana, si prefigge, pertanto, l’obiettivo primario di arrestare le logiche della mercificazione dell’acqua e della privatizzazione del servizio idrico, attraverso la definizione di un governo pubblico e partecipativo dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale.

Arrestare i processi di privatizzazione dell’acqua assume oggi, più che mai, il carattere di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, e chiede a ciascuno un uso dell’acqua indirizzato al risparmio e al rinnovo delle risorse idriche, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni presenti e future.

L’accesso all’acqua è, inoltre, un diritto inalienabile ed imprescrittibile che non può essere affidato alla gestione privata come fosse una merce ma deve essere gestito al minor costo possibile per gli utenti.

In questa ottica, il presente disegno di legge detta i principi generali relativi alle risorse idriche, il cui uso deve essere indirizzato al risparmio ed al rinnovo per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente e gli equilibri idrogeologici; interviene sulla disciplina della gestione del servizio idrico integrato; disciplina la fase transitoria della decadenza degli affidamenti delle forme gestionali miste o private dei lavoratori che vengono riassorbiti dall’ente pubblico e determina il sistema tariffario stabilendo, altresì, che le tariffe del servizio idrico devono essere articolate per zone territoriali e soggetti svantaggiati.

In particolare, l’articolato del disegno di legge, prevede:

l’articolo 1, indica le finalità della legge che ha l’obiettivo di definire un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantire un uso della risorsa idrica responsabile, sostenibile e solidale.

L’articolo 2, riguarda i principi generali relativi all’acqua, diritto inalienabile e inviolabile della persona, per cui la Regione ne garantisce l’accesso individuale e collettivo. L’uso dell’acqua deve essere, pertanto, indirizzato al risparmio e al rinnovo delle risorse, per salvaguardare non solo i diritti delle generazioni future ma anche il patrimonio ambientale.

L’articolo 3, disciplina l’uso delle risorse idriche da parte della Regione, la quale, in considerazione della natura di bene comune propria dell’acqua ed in armonia con la normativa statale e dell’Unione europea, disciplina l’uso delle risorse idriche in modo da garantire, fra l’altro: la tutela e la valorizzazione del patrimonio idrico, nel rispetto degli equilibri e degli ecosistemi esistenti, attraverso l’uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica; il miglioramento della qualità delle acque, anche sotto il profilo igenico-sanitario, attraverso la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; il rispetto dei criteri di efficienza, efficacia ed economicità nella gestione del servizio idrico, perseguendo usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche con priorità per quelle potabili; la salvaguardia dell’approvvigionamento idrico dei soggetti socialmente ed economicamente svantaggiati; l’adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichi idrici, nell’ambito del servizio idrico integrato.

L’articolo 4, concerne le Autorità d’Ambito che, nel rispetto del principio di leale collaborazione, le province e i comuni, costituiscono in ciascun ATO e a cui vengono espressamente attribuite specifiche competenze, prima fra tutte l’individuazione e l’attuazione delle politiche e delle strategie volte a organizzare e attuare il servizio idrico integrato per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge e dalle normative europee e statali.

L’articolo 5, stabilisce che la proprietà pubblica degli impianti, delle reti e delle infrastrutture è inalienabile e definisce il servizio idrico integrato che viene organizzato sulla base degli ambiti territoriali ottimali (ATO), corrispondenti ai confini amministrativi delle province, cui è affidata, ai sensi dell’articolo 148 del decreto legislativo n. 152/2006, la gestione del servizio, ferma restando la titolarità dello stesso ai comuni che compongono l’ATO. L’Autorità organizza il servizio idrico integrato a livello di ambito separando l’attività di gestione delle reti, dall’attività di erogazione dei servizi. In sede di approvazione del piano d’ambito, o con successiva modifica, l’Autorità può deliberare la non separazione fra gestione ed erogazione in ragioni di condizioni di maggior favore che tale scelta comporta a beneficio dell’utenza servita. La gestione comprende la realizzazione degli investimenti infrastrutturali destinati all’ampliamento e potenziamento di reti e impianti, nonché gli interventi di ristrutturazione e valorizzazione necessari per adeguarne nel tempo le caratteristiche funzionali. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato può essere affidata, per un periodo che non può superare i dieci anni, a società partecipate esclusivamente e direttamente dagli enti affidanti o ad altri organismi pubblici aventi le stesse caratteristiche nel rispetto dell’articolo 23 bis della legge n. 133/2008. Le società interamente controllate dagli enti pubblici affidanti o gli organismi equiparati devono svolgere la loro attività esclusivamente a favore dell’ente o degli enti pubblici affidanti e devono essere assoggettate a un potere di direzione, controllo e coordinamento analogo a quello esercitato dagli enti affidanti sui servizi gestiti direttamente da tali enti. Le società o gli organismi interamente controllati dagli enti affidanti, inoltre, sono tenuti al rispetto delle procedure di evidenza pubblica applicabili agli enti locali per l’affidamento dei lavori, per l’acquisto di beni e servizi nonché per l’assunzione e per il trattamento normativo e contrattuale del personale dipendente.

L’articolo 6, disciplina la fase transitoria della decadenza delle forme di gestione con società miste o private. Tutte le forme di gestione del servizio idrico con società miste o interamente private decadono dopo sei mesi all’approvazione della legge. I comuni che intendano gestire in forma interamente pubblica il servizio idrico integrato, anche se ricompresi in ATO che abbiano in essere affidamenti a società miste o interamente private, possono recedere anche prima della scadenza indicata al comma 1. Ove l’ATO di riferimento abbia affidato il servizio a società mista o interamente privata, il gestore dovrà provvedere alla retrocessione delle strutture e degli impianti acquedottistici al comune o ai comuni che abbiano esercitato l’opzione di cui sopra, non appena ricevuta comunicazione dell’operatività della società o dell’organismo.

L’articolo 7, disciplina l’affidamento del servizio idrico ad un unico gestore per ogni Ambito Territoriale Ottimale. Il principio di unicità del gestore per ogni ATO può essere derogato solo nei casi di gestioni preesistenti salvaguardate, ai sensi dell’articolo 10, comma 3, della legge n. 36/94, e della opzione prevista all’articolo 6 da parte di comuni singoli o consorziati.

L’articolo 8, riguarda la tariffa del servizio idrico integrato stabilita in conformità alle prescrizioni regionali che tengono conto anche dell’esigenza di graduare nel tempo le eventuali variazioni tariffarie e articolare la tariffa per zone territoriali e soggetti svantaggiati. La tariffa è riscossa dal soggetto erogatore del servizio e ripartita con il soggetto cui compete la gestione del servizio idrico, secondo le indicazioni dell’Autorità. Contemporaneamente all’emissione di ogni bolletta di fatturazione è previsto che il gestore del servizio idrico deve fornire agli utenti i valori delle analisi effettuate sulla qualità dell’acqua. Inoltre, entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge, tutte le singole abitazioni di nuova edificazione dovranno essere dotate di contatore individuale, installato a cura e spese del gestore idrico.

L’articolo 9, concerne lo scorporo della tariffa di depurazione.

L’articolo 10, disciplina la gestione democratica del servizio idrico integrato. Al comma 1 è previsto infatti che ai sindaci, in quanto rappresentanti degli enti affidanti il servizio idrico, è dato mandato di consultazione vincolante dei rispettivi consigli comunali in ordine all’approvazione di atti fondamentali specificamente indicati, tra cui: piano d’ambito; piano industriale; variazione delle tariffe; etc.

L’articolo 11, contiene le garanzie del personale dipendente delle società private o miste che passano alle dipendenze della società interamente pubblica che diviene affidataria del servizio.

L’articolo 12, definisce le funzioni spettanti alla Regione, tra le quali:

a) il coordinamento delle attività dei soggetti responsabili dell’attuazione della pianificazione regionale;

b) il coordinamento delle politiche attuate nei singoli ambiti territoriali ottimali (ATO) ai fini del perseguimento degli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale e nel rispetto dei principi generali stabiliti per l’erogazione dei servizi;

c) l’adozione di direttive procedurali e tecniche per l’esercizio delle funzioni spettanti agli enti locali e l’individuazione di modalità per la tenuta e la pubblicità delle banche dati;

d) la promozione di interventi di tutela e risanamento delle acque superficiali e sotterranee e di riqualificazione ambientale.

L’articolo 13, istituisce l’ ‘Osservatorio regionale sulle risorse idriche’ a cui sono affidati specifici compiti volti a favorire una gestione informata, coerente ed integrata delle risorse idriche.

L’articolo 14, prevede incentivi e contributi per l’attività di progettazione preliminare e di realizzazione di opere infrastrutturali, nonché per ricerche e studi, attinenti al servizio idrico integrato. Contributi sono previsti, inoltre, a fronte di progetti che tendano al risparmio ed al recupero della qualità idrica.

L’articolo 15, riguarda l’abrogazione di norme.

L’articolo 16, riguarda le disposizioni finanziarie.

L’articolo 17, contiene la norma finale.

—O—

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1.
Finalità

1. La presente legge si prefigge l’obiettivo di favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantire un uso dell’acqua sostenibile e solidale.

Art. 2.
Principi generali

1. La Regione riconosce l’acqua una risorsa esauribile ed essenziale alla vita e garantisce la disponibilità, l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile in quanto diritto inalienabile ed inviolabile della persona.

2. Qualsiasi uso delle acque deve essere effettuato salvaguardando i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.

3. Gli usi delle acque devono essere indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse, per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatica, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici.

Art. 3.
Oggetto

1. La Regione in considerazione della natura di bene comune propria dell’acqua disciplina, in armonia con la normativa statale e dell’Unione europea, l’uso delle risorse idriche al fine di garantire:

a) la tutela e la valorizzazione del patrimonio idrico, nel rispetto degli equilibri e degli ecosistemi esistenti, attraverso l’uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica;

b) la tutela delle acque destinate prioritariamente al consumo umano, quindi all’uso agricolo ed industriale ed infine agli altri usi;

c) il miglioramento della qualità delle acque, anche sotto il profilo igenico-sanitario, attraverso la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento;

d) la razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e profonde con reti efficienti;

e) il rispetto dei criteri di efficienza, efficacia ed economicità nella gestione del servizio idrico, perseguendo usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche con priorità per quelle potabili;

f) la salvaguardia dell’approvvigionamento idrico dei soggetti socialmente ed economicamente svantaggiati;

g) le forme di risparmio e di riutilizzo della risorsa;

h) un costante miglioramento della salubrità e della qualità dell’acqua destinata all’uso potabile;

i) l’adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichi idrici, nell’ambito del servizio idrico integrato;

l) la definizione di politiche per il recupero dei costi dei servizi idrici e della risorsa, del costo ambientale dell’utilizzo e dei costi industriali e finanziari dei relativi servizi sulla base dei principi stabiliti dall’articolo 9 della direttiva n. 2000/60/CE. Il livello e le modalità di recupero dei costi a carico delle utenze devono tener conto delle conseguenze, sociali, ambientali ed economiche del recupero stesso, come pure delle specifiche condizioni geografiche e climatiche della Regione.

Art. 4.
Autorità d’Ambito

1. In ragione del rilevante interesse pubblico diretto all’organizzazione e attuazione del servizio idrico integrato e nel rispetto del principio di leale collaborazione le province e i comuni, costituiscono in ciascun ATO un’autorità d’ambito, di seguito Autorità, nella forma di cui all’articolo 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

2. Spetta all’Autorità:

a) l’individuazione e l’attuazione delle politiche e delle strategie volte a organizzare e attuare il servizio idrico integrato per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge e dalle normative europee e statali;

b) l’approvazione e l’aggiornamento del piano d’ambito di cui all’articolo 149 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e dei relativi oneri finanziari;

c) la definizione, in conformità allo schema tipo regionale, della convenzione tra enti locali ricompresi nello stesso ATO per l’organizzazione del servizio idrico integrato;

d) la definizione, in conformità allo schema tipo regionale, dei contenuti dei contratti di servizio che regolano i rapporti tra l’Autorità e i soggetti cui compete la gestione del servizio idrico integrato;

e) la determinazione, in conformità alle indicazioni regionali, del sistema tariffario del servizio idrico integrato e la definizione delle modalità di riparto tra i soggetti interessati;

f) la vigilanza sulle attività poste in essere dai soggetti cui compete la gestione e l’erogazione del servizio idrico, nonché il controllo del rispetto del contratto di servizio, anche nell’interesse dell’utente;

g) la definizione delle modalità di raccordo e di coordinamento con gli ambiti territoriali limitrofi;

h) l’individuazione degli agglomerati di cui all’articolo 74, comma 1, lettera n) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

i) il rilascio dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali e delle acque di prima pioggia nella rete fognaria, ai sensi dell’articolo 124, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

3. Per l’adozione delle decisioni conseguenti alle funzioni fondamentali di indirizzo e programmazione generale, indicate al comma 2, lettere a), b), c), d) ed e) è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Autorità in prima convocazione. In seconda convocazione, valida con la presenza di almeno un terzo dei componenti, le decisioni sono adottate con il voto favorevole dei due terzi dei presenti.

4. L’Autorità trasmette alla Regione il piano d’ambito e i relativi aggiornamenti entro dieci giorni dalla delibera di approvazione. La Giunta regionale verifica il piano in base ai criteri di cui all’articolo 149, comma 6, del decreto legislativo n. 152/2006 e detta, ove necessario, prescrizioni vincolanti.

Art. 5.
Proprietà e gestione del servizio idrico integrato

1. In applicazione dei principi di cui all’articolo 1 la proprietà pubblica degli impianti, delle reti e delle dotazioni infrastrutturali è inalienabile.

2. Il servizio idrico integrato, inteso quale insieme delle attività di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, fognatura e depurazione delle acque reflue, è organizzato sulla base degli ambiti territoriali ottimali (ATO), corrispondenti ai confini amministrativi delle province siciliane, cui è affidata, ai sensi dell’articolo 148 del decreto legislativo n. 152/2006, la gestione del servizio, fermo restando la titolarità dello stesso ai comuni che compongono l’ATO.

3. L’Autorità organizza il servizio idrico integrato a livello di ambito separando l’attività di gestione delle reti, dall’attività di erogazione dei servizi. In sede di approvazione del piano d’ambito, o con successiva modifica, l’Autorità può deliberare la non separazione fra gestione ed erogazione in ragione di condizioni di maggior favore che tale scelta comporta a beneficio dell’utenza servita. Qualora il piano preveda la non separazione fra gestione delle reti ed erogazione del servizio, allo stesso o alla sua modifica deve essere allegata una relazione che espliciti le condizioni di maggiore favore. L’affidamento congiunto di gestione ed erogazione è disposto dall’Autorità d’Ambito ad un unico soggetto per un periodo che non può superare i dieci anni, ai sensi del comma 6. A carico di tale unico soggetto sono posti gli obblighi assegnati al gestore ed all’erogatore.

4. La gestione comprende la realizzazione degli investimenti infrastrutturali destinati all’ampliamento e potenziamento di reti e impianti, nonché gli interventi di ristrutturazione e valorizzazione necessari per adeguarne nel tempo le caratteristiche funzionali.

5. L’erogazione del servizio comprende tutte le attività legate alla fornitura agli utenti finali del servizio stesso, ivi incluse le attività di manutenzione di reti ed impianti.

6. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato può essere affidata, per un periodo che non può superare i dieci anni, a società partecipate esclusivamente e direttamente dagli enti affidanti o ad altri organismi pubblici aventi le stesse caratteristiche nel rispetto dell’articolo 23 bis della legge n. 133/2008 ed in particolare dei commi 3 e 4 della predetta disciplina speciale. Le società interamente controllate dagli enti pubblici affidanti o gli organismi equiparati devono svolgere la loro attività esclusivamente a favore dell’ente o degli enti pubblici affidanti e devono essere assoggettate a un potere di direzione, controllo e coordinamento analogo a quello esercitato dagli enti affidanti sui servizi gestiti direttamente da tali enti.

7. La partecipazione a tali società non può in ogni caso essere ceduta per nessun titolo e per nessuna quota.

8. E’ esclusa la partecipazione di tali società o organismi a gare per l’affidamento di servizi pubblici in ambiti diversi da quello di competenza dell’ente o degli enti affidanti.

9. Le società o gli organismi interamente controllati dagli enti affidanti sono tenuti al rispetto delle procedure di evidenza pubblica applicabili agli enti locali per l’affidamento dei lavori, per l’acquisto di beni e servizi nonché per l’assunzione e per il trattamento normativo e contrattuale del personale dipendente.

Art. 6.
Decadenza delle forme di gestione con società miste o private

1. Le attuali forme di gestione del servizio idrico con società miste o interamente private decadono dopo sei mesi dall’approvazione della presente legge.

2. La decadenza si verifica, limitatamente al servizio idrico, anche se a dette società sia stata affidata, contestualmente o meno, la gestione di altri servizi pubblici.

3. I comuni che intendano gestire in forma interamente pubblica il servizio idrico integrato, anche se ricompresi in ATO che abbiano in essere affidamenti a società miste o interamente private, possono recedere anche prima della scadenza indicata al comma 1. Ove l’ATO di riferimento abbia affidato il servizio a società mista o interamente privata, il gestore dovrà provvedere alla retrocessione delle strutture e degli impianti acquedottistici al comune o ai comuni che abbiano esercitato l’opzione di cui sopra, non appena ricevuta comunicazione dell’operatività della società o dell’organismo di cui all’articolo 5.

4. I comuni che intendano esercitare l’opzione di cui al comma 3, soli o consorziati, anche se ricompresi in differenti ambiti territoriali ottimali, devono disporre delle strutture e dei mezzi per la gestione del ciclo integrato dell’acqua. Nel caso in cui non dispongano di impianti di depurazione idonei possono stipulare con altri gestori pubblici, o in mancanza di privati, apposite convenzioni per la depurazione.

Art. 7.
Affidamento del servizio da parte degli ATO

1. Il servizio idrico è affidato ad un unico gestore per ogni Ambito Territoriale Ottimale.

2. Il principio di unicità del gestore per ogni ATO può essere derogato nei seguenti casi:

a) gestioni preesistenti salvaguardate ai sensi dell’articolo 10, comma 3, della legge n. 36/94;

b) opzione di cui all’articolo 3, comma 3, da parte di comuni singoli o consorziati.

Art. 8.
Tariffa del servizio idrico integrato

1. L’autorità determina il sistema tariffario d’ambito in conformità alle prescrizioni regionali che tengono conto anche dell’esigenza di graduare nel tempo le eventuali variazioni tariffarie e articolare la tariffa per zone territoriali e soggetti svantaggiati.

2. La tariffa è riscossa dal soggetto erogatore del servizio e ripartita con il soggetto cui compete la gestione del servizio idrico, secondo le indicazioni dell’Autorità.

3. Insieme ad ogni bolletta di fatturazione, il gestore del servizio idrico integrato fornisce agli utenti i valori delle analisi effettuate sulla qualità dell’acqua.

4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, tutte le singole abitazioni di nuova edificazione devono essere dotate di contatore individuale, installato a cura e spese del gestore idrico.

5. Sulla base dei principi stabiliti nel presente articolo l’Assessore per il territorio e l’ambiente con apposito decreto da emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, previo parere della commissione legislativa competente, disciplina la tariffazione degli usi non domestici dell’acqua.

Art. 9.
Scorporo della tariffa di depurazione

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli ATO provvedono ad indicare quale parte della tariffa, comprensiva di tutti i costi e del margine di remunerazione di cui all’articolo 13 della legge n. 36/94, è riferibile alla depurazione.

2. Ove uno o più comuni abbiano comunicato l’intenzione di avvalersi dell’opzione di cui all’articolo 6, comma 3, l’ATO o gli ATO in cui è ricompreso il territorio dei comuni stessi devono provvedere entro sessanta giorni all’individuazione della quota tariffaria relativa alla depurazione.

Art. 10.
Gestione democratica del servizio idrico integrato

1. Al fine di garantire la gestione democratica del servizio idrico integrato ai Sindaci, in quanto rappresentanti degli enti affidanti il servizio idrico, è dato mandato di consultazione vincolante dei rispettivi consigli comunali in ordine all’approvazione di atti fondamentali relativi a:

a) piano d’ambito;

b) piano industriale;

c) bilanci preventivi e consuntivi;

d) variazione delle tariffe;

e) progetti di realizzazione di rilevanti opere di adduzione e di depurazione;

f) adozione di contratti di servizio tra ATO e gestore;

g) problemi di qualità della risorsa idrica;

h) rilevanti modificazioni di destinazione d’uso dell’acqua potabile;

i) carta del servizio idrico e regolamenti del servizio idrico.

2. Gli atti di cui al comma precedente devono essere discussi attraverso sedute del consiglio comunale aperto.

3. Nelle materie di cui al comma 1 del presente articolo l’assemblea dell’Autorità d’Ambito delibera a maggioranza assoluta dei componenti.

Art. 11.
Tutela del personale dipendente

1. In caso di cessazione di gestioni idriche ai sensi dell’articolo 6, i dipendenti delle società private o miste passano alle dipendenze della società interamente pubblica che diviene affidataria del servizio.

2. L’armonizzazione dei trattamenti contrattuali e delle disposizioni sull’organizzazione del lavoro sarà definita in sede di contrattazione decentrata.

Art. 12.
Funzioni della Regione

1. Fatte salve le competenze conferite dalle leggi statali, spettano alla Regione:

a) il coordinamento delle attività dei soggetti responsabili dell’attuazione della pianificazione regionale;

b) il coordinamento delle politiche attuate nei singoli ambiti territoriali ottimali (ATO) ai fini del perseguimento degli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale e nel rispetto dei principi generali stabiliti per l’erogazione dei servizi;

c) l’adozione di direttive procedurali e tecniche per l’esercizio delle funzioni spettanti agli enti locali e l’individuazione di modalità per la tenuta e la pubblicità delle banche dati;

d) la promozione di interventi di tutela e risanamento delle acque superficiali e sotterranee e di riqualificazione ambientale.

Art. 13.
Osservatorio regionale sulle risorse idriche

1. E’ istituito l’Osservatorio regionale sulle risorse idriche.

2. La giunta regionale attraverso l’Osservatorio regionale sulle risorse idriche assicura:

a) l’integrazione e la raccolta unitaria delle informazioni relative al sistema delle acque della Regione;

b) la condivisione delle informazioni da parte di tutti gli enti competenti in materia, al fine di favorire una gestione coerente e integrata delle risorse idriche;

c) la raccolta omogenea delle informazioni necessarie per l’alimentazione delle banche dati nazionali ed europee;

d) la realizzazione di strumenti informatici di supporto alle decisioni e di monitoraggio in ordine all’impatto degli interventi;

e) la realizzazione di servizi informativi per la diffusione di dati ed elementi conoscitivi del territorio.

3. Con regolamento regionale sono definite le modalità di accesso e utilizzo dei dati da parte dei soggetti pubblici e privati e gli standard per la raccolta e la trasmissione degli elementi conoscitivi secondo criteri di interoperabilità e fruibilità. La Giunta regionale promuove le opportune intese volte a raggiungere un elevato grado di integrazione delle informazioni in materia di risorse idriche.

Art. 14.
Incentivi per opere e altri interventi agevolativi

1. La Regione, sulla base degli obiettivi strategici fissati nel programma regionale di sviluppo e in conformità alle previsioni del bilancio pluriennale, concede incentivi e contributi per l’attività di progettazione preliminare, definitiva ed esclusiva e di realizzazione di opere infrastrutturali, nonché per ricerche e studi, attinenti al servizio idrico integrato.

2. Con regolamento regionale sono individuati i criteri di accesso agli incentivi e ai contributi, le priorità di concessione dei medesimi e le relative modalità di erogazione. Le priorità di concessione tengono conto di:

a) programmi di investimento e adeguamento degli impianti e delle reti, realizzati direttamente dalla società di natura pubblica rappresentativa dell’ambito, a condizione che sia intervenuta la separazione della gestione degli impianti e della rete dall’erogazione del servizio e che la società destinataria degli incentivi o dei contributi, ancorchè proprietaria, sia affidataria della sola gestione degli impianti e della rete;

b) programmi di investimento e adeguamento degli impianti e delle reti, realizzati in seguito a fusioni o aggregazioni dei soggetti proprietari;

c) rispondenza dei progetti alla programmazione d’ambito e di bacino idrografico;

d) affidamenti congiunti per interambito;

e) attivazione di risorse pubbliche con strumenti e tecniche che comportino minori costi per la pubblica amministrazione;

f) adozione di tecnologie a elevato contenuto innovativo, anche finalizzate al risparmio idrico.

3. La Regione concede contributi per far fronte a carenze idriche derivanti dalla diminuzione di portata delle fonti di approvvigionamento utilizzate dagli impianti di acquedotto, conseguenti a eventi naturali o alla disattivazione di pozzi di prelievo o di opere di captazione interessate da falde inquinate. I contributi saranno altresì erogati a fronte di progetti che tendano al risparmio ed al recupero della qualità idrica.

Art. 15.
Abrogazione di norme

1. Le norme regionali che disciplinano attualmente il servizio idrico incompatibili o in contrasto con la presente legge sono abrogate.

2. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge si fa riferimento alle norme vigenti in materia.

Art. 16.
Disposizioni finanziarie

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle presente legge si provvede con le disponibilità dell’U.P.B. … capitolo … del bilancio della Regione.

Art. 17.
Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

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