Seminario sulla ripubblicizzazione del Servizio Idrico

(Roma, 22 gennaio 2012) – Report e video

Il seminario di approfondimento sulla ripubblicizzazione del Servizio idrico organizzato a Roma il 22 gennaio 2012 ha visto una ampissima partecipazione. In prima battuta è stato condiviso l’esito positivo delle mobilitazioni contro il decreto sulle liberalizzazioni varato venerdì 20 gennaio dal Consiglio dei Ministri. L’efficacia delle iniziative messe in campo dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha fatto si che sia stata stralciata la parte relativa al divieto di gestione tramite enti di diritto pubblico dei servizi di interesse economico generale, per cui la gestione pubblica dell’acqua sarebbe stata resa difficilmente praticabile (essendo artatatmente ritenuto che il SII rientri in questa categoria di servizi pubblic locali).
Segnare un punto positivo dimostra la persistenza del significato politico e democratico del voto referendario e segnala la capacità di mobilitazione diffusa del popolo dell’acqua, capace di far indietreggiare anche un Governo, come quello attuale, che aveva tutte le pre-condizioni per tentare di chiudere la partita referendaria. Ma è un punto comunque difensivo, di fronte a una norma che prosegue la strada delle privatizzazioni. Rimane, infatti, la norma secondo la quale le aziende speciali saranno assoggettate al patto di stabilità interno, le cui modalità verranno definite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con i Ministri dell’Interno e degli Affari Regionali, sentita la Conferenza Stato-Citta’ ed autonomie locali, da emanare entro il 30 Ottobre 2012 (come da versione pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 24-01-12).
E permane, inoltre, un giudizio assolutamente negativo sul decreto. Innanzitutto perchè prosegue lungo la strada della cancellazione dell’esito referendario intrapresa dal precedente Governo attraverso la manovra estiva, rispetto al reinserimento dell’obbligo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali (acqua esclusa). E non da ultimo per la chiara impostazione ultra liberista dell’intero testo.
Nell’introduzione al seminario è stato sottolineato come la ripubblicizzazione s’inserisca all’interno delle iniziative che strategicamente s’intendono intraprendere per l’attuazione degli esiti referendari. Per cui all’ultima riunione del Coordinamento nazionale si è convenuto di dare vita ad un percorso strutturato, da affiancare all’obbedienza civile, che punti alla ripubblicizzazione dell’acqua nel nostro paese a partire dalle S.p.A. a totale capitale pubblico, senza ovviamente tralasciare le possibilità di ripubblicizzazione laddove sussistono multiutilities o altre forme di gestione (ad es. S.p.A. miste etc etc).
Il dibattito è stato aperto da due relazioni introduttive. La prima, svolta da Matteo Gaddi, si è incentrata sull’analisi del diritto comunitario e della legislazione italiana in materia di gestione tramite enti di diritto pubblico. La seconda, effettuata da Maurizio Montalto, ha delineato le modalità di istituzione di un’azienda speciale monocomunale e di quella consortile. Per rendere maggiormente praticabile il percorso, Montalto ha avanzato il suggerimento di lavorare per la costituzione di reti di comuni per la strutturazione consorziata del processo di ripubblicizzazione. Le due relazioni saranno messe a disposizione dai relatori e inviate a tutti gli attivisti del movimento per l’acqua.
Terminati questi due interventi sono state rivolte ai relatori diverse richieste di chiarimento circa la realizzabilità della gestione pubblica del servizio idrico nell’attuale contesto normativo scaturito dai referendum. E’ stata fornita ampia conferma di tale possibilità, oltre ad essere stato ricordato come ciò sia confermato dal fatto che il Governo abbia tentato di eliminarla con il decreto sulle liberalizzazioni.
La discussione è proceduta in modo approfondito e partecipato, concordando sulla strategicità del percorso di ripubblicizzazione soprattutto nell’attuale fase postreferendaria. E’ stata condivisa la proposta di farlo divenire una vera e propria campagna del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua da affiancare a quella di “Obbedienza civile”.
Si è convenuto sull’idea che ci debba essere un coordinamento nelle azioni ed iniziative da mettere in campo per giungere alla ripubblicizzazione, a partire da alcune grandi situazioni in cui sono presenti società a capitale totalmente pubblico (c.d. “in house”): Torino, Milano e la Lombardia, Venezia e gran parte dei soggetti gestori veneti, i gestori abruzzesi, la Puglia, la Basilicata, Lamezia Terme e altri gestori calabresi, Palermo, la Sardegna e altri ancora.
Nella discussione ha assunto particolare centralità l’assoggettamento delle aziende speciali al patto di stabilità interno, soprattutto per le conseguenze che questo potrà avere sul finanziamento del servizio idrico, oltre al ruolo che potrebbe svolgere la finanza pubblica nell’essere da supporto agli Enti Locali.
A proposito si è convenuto sulla necessità di avviare una serie di azioni di pressione sugli Enti Locali stessi affinchè approvino delibere in cui, oltre ad esprimere la condivisione dei principi referendari e della gestione pubblica dell’acqua, vengano inserite da un lato la deroga al patto di stabilità per gli investimenti dei servizi su beni essenziali, dall’altro la volontà di far ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti per i finanziamenti necessari al servizio idrico, ridefinendone l’intervento con finalità pubbliche e non di mercato bancario. Sono state evidenziate – ad esempio dal Comitato di Vicenza – anche le possibilità di mettere in campo proposte di finanziamento locale e territoriale.
E’ stato fatto rilevare come sia in atto una tendenza alla generale stretta sul credito messa in campo dalle banche per affossare le gestioni pubbliche. A riguardo è stato riportato il caso degli acquedotti astigiani-alessandrini cui le banche hanno chiuso il credito.
Inoltre, visto che le modalità di assoggettamento al patto di stabilità dovranno essere inserite in un decreto da emanare entro il 30 ottobre sentita la Conferenza Stato-Citta’ ed autonomie locali, si è condiviso di svolgere degli incontri con Anci, Upi e la Conferenza stessa.
Altra proposta che ha trovato condivisione è quella di promuovere, laddove si renda necessario e con la massima attenzione ai tempi di realizzazione, referendum consultivi a livello comunale sulle aziende speciali.

Altra questione su cui si è trovata ampia convergenza è la necessità di associare al percorso di ripubblicizzazione una forte proposta di gestione partecipativa dell’acqua, al fin di porre le basi del nuovo modello di pubblico verso cui tendere.
In merito da più parti sono state avanzate diverse proposte, a partire dallo sfruttare ogni elemento di democrazia partecipativa già esistente, come il controllo autogestito sui bilanci e sulle inadempienze del gestore al Piano d’Ambito, la richiesta di assemblee di ATO aperte e comunque pubbliche, la rivendicazione continua delle garanzie che all’interno delle AATO devono essere non inferiori a quelle vigenti per i Consigli Comunali e Provinciali.
Sostanzialmente tutti gli interventi hanno condiviso l’esigenza di costruire, in tempi brevi, una sorta di “manuale per la ripubblicizzazione” in cui affrontare le questioni più rilevanti emerse nel dibattito e su cui è necessario un approfondimento.
A questo fine si è convenuto di costituire un gruppo di lavoro “tecnico”, che possa portare a compimento il “manuale” in tempi rapidi. La struttura del manuale è stata individuata secondo i seguenti filoni:
· Realizzabilità e modalità di costituzione dell’azienda speciale (anche consortile)
o Legislazione e giurisprudenza comunitaria e italiana in materia;
o Forme di gestione tramite enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, internalizzazione);
· L’economia degli enti di diritto pubblico
o Differenze di tassazione tra S.p.A. e azienda speciale;
o Il Patto di Stabilità Interno e le conseguenze dell’assoggettamento delle aziende speciali;
o Le proposte del movimento per l’acqua per il finanziamento del servizio idrico nell’ambito della gestione tramite enti di diritto pubblico;
o Istruzioni per la lettura dei bilanci delle aziende e approfondimento sugli oneri finanziari;
· Proposta di gestione partecipativa.

Il manuale si pone l’obiettivo di chiarire i dubbi emersi nel corso della discussione e divenire un utile strumento nelle mani degli attivisti del movimento per l’acqua nel procedere verso la ripubblicizzazione dell’acqua.

Il seminario, per mancanza di tempo, si è concluso senza aver approfondito nel particolare le forme di partecipazione dei cittadini alla gestione del servizio idrico.
La strutturazione del percorso di ripubblicizzazione e lo volontà di renderlo il più concreto possibile organizzandolo in una vera e propria campagna del movimento per l’acqua, esigenze entrambe emerse con decisione da questo seminario, sono da ritenersi proposte da mettere all’ordine del giorno della prossima riunione del Coordinamento nazionale, in cui valutare collettivamente l’eventuale assunzione definitiva.
Non appena pronte verranno messe a disposizione di tutt* le due relazioni introduttive le quali possono essere un primo materiale utile alla formazione.
Mentre da subito il gruppo di lavoro operativo, aperto a quanti vogliano contribuire e in primis ai tre gruppi di lavoro attuali “Gruppo di approfondimento giuridico”, “Gruppo gestione” e “Gruppo finanziamento”, vedrà la partecipazione dei due relatori intervenuti e inizierà a applicarsi alla stesura del manuale per raggiungere nel più breve tempo possibile l’obiettivo per cui è stato costituito.

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