Alex Zanotelli – Dakar 8 Febbraio 2011 – Il pianeta sacrificato all’Idolo

Dakar 8 febbraio 2011

Il pianeta sacrificato all’Idolo

Anche oggi, al Forum sociale mondiale, c’è stato uno straordinario fiorire di incontri: oltre 200 quelli previsti nel programma ufficiale. Anche noi comboniani abbiamo cercato di partecipare a più dibattiti possibili, soprattutto quelli legati ai cambiamenti climatici, ai quali sono stati dedicate molte sessioni del Forum con dovizie di informazioni.

Si teme per l’Africa un innalzamento della temperatura di 4 centigradi. Il che vorrebbe dire che buona parte del continente potrebbe risultare non abitabile, con la conseguenza, calcola l’Onu, di 250 milioni di rifugiati climatici. Dove andranno?

E’ chiaro, poi, che questo fenomeno porterà all’incapacità dell’Africa a produrre il proprio fabbisogno alimentare, a cui sono state dedicate diverse sessioni. In questo contesto anche l’acqua diventa un tema centrale del dibattito, e motivo di assoluta riflessione per chi sostiene la sua privatizzazione.

Per affrontare questi problemi, i gruppi presenti al Forum si stanno preparando a fare pressione affinché il ventennale della Conferenza di Rio (1991) serva ai governi del mondo per trovare risposte ai problemi del pianeta terra.

Rio è stato uno spartiacque a livello ecologico, tradito, tuttavia,  dalle politiche adottate successivamente dai paesi industrializzati.  L’incontro, che si terrà facilmente nel maggio 2012 – e che è chiamato “Rio+20” – costituirà un appuntamento importante per tutta l’umanità e, soprattutto, per chi si sta impegnando maggiormente per salvare il pianeta.

Ma prima di Rio dobbiamo affrontare, preparati, l’incontro di Durban (28 novembre-10 dicembre 2011, in Sudafrica), dove i capi di governo si ritroveranno per rispondere al dramma del surriscaldamento ambientale, dopo i fallimenti delle Conferenze di Copenaghen 2009 e Cancun 2010.

“La strada per Durban e Rio sarà molto dura e accidentata”, ha sottolineato uno degli esperti del dibattito, ascoltato al Forum.

Grandi organizzazioni come Christian Aid, Friends of the earth, Jubilee South, il Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) si sono messe in rete favorendo incontri quotidiani al Forum sul tema: “E dopo Cancun, cosa facciamo?”.

“L’urgenza della situazione chiama i popoli e le Chiese ad agire immediatamente”, si legge in un volantino diffuso al Forum dal Wcc. “Questa azione per la giustizia climatica dovrebbe essere vista come parte della chiamata alla conversione”.

E’ stato questo anche il richiamo del Forum Teologia e Liberazione, che per la prima volta è parte integrante del Social forum.

Due i panel teologici che oggi hanno affrontato questa problematica.

Il primo aveva come titolo “Liberazione dal capitalismo come sistema di accumulo” e come tema “Ricchezza, povertà, ecologia”. Molto efficace l’intervento del teologo tedesco U. Duchrow, che ha affermato come le società umane da oltre sei mila anni si siano strutturate in imperi, che hanno sfruttato la terra e oppresso la gente. Ogni impero è costruito su un’economia dove hanno quasi tutto a dispetto di molti morti di fame. Il Dio della Bibbia chiede, invece, al popolo di Israele un’economia di uguaglianza, dove i beni siano il più equamente divisi tra tutti, come espresso nella storia della manna, in Esodo 16.

Mai impero al mondo è stato così potente, così universale e così vittorioso come il nostro Impero del denaro. E come il popolo ebraico è stato convocato a resistere agli imperi di allora (vedi il libro di Daniele), anche oggi dobbiamo organizzarci per resistere al nostro impero.

Alla sera un secondo panel, composto da 4 teologi – l’americano Joerg Rieger, il brasiliano Yung Mo Sung, l’americana Maria Aquino e l’afroamericano Gerald Badoo – sul tema “Critica dello spirito del capitalismo globale”.

I teologi concordavano nel dire: “I vecchi imperi si basavano sulla forza militare. Oggi, invece, l’Impero del denaro si regge sulla seduzione”. E’ questo il vero lavoro della teologia secondo Mo Sung: “La teologia ha il compito di criticare l’idolatria, perché Dio possa manifestarsi in mezzo a noi”.

L’americano Rieger ha sostenuto, a sua volta, che il capitalismo è diventato una religione e per questo deve essere criticato come un idolo. Appare evidente che, per questi teologi, il problema nell’Impero del denaro non è l’ateismo, ma l’idolatria.

Alex Zanotelli

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