IL MOVIMENTO DEI MOVIMENTI IN SICILIA

DA UNA INFORMAZIONE REPERITA CASUALMENTE IN INTERNET SULL’AFFIDAMENTO DELLA SCANDALOSA GARA DI PALERMO ALLA NASCITA A MACCHIA D’OLIO NELLA REGIONE DEI MOVIMENTI CONTRO, COMPRESO IL MOVIMENTO DEI SINDACI.
di Barbara Grimaudo

Nasce così la rivolta contro la privatizzazione dell’acqua in Sicilia. Lotta che da poco era stata vinta a Napoli con l’intervento di associazioni e Padre Alex Zanotelli. Solo notizie su cosa fosse la privatizzazione dell’acqua, per molti solo “un fatto che non doveva essere attivato”, ma perché e con quale reale motivazione finale, solo alcune informazioni. A Palermo nel febbraio 2005 si stava organizzando una giornata “contro la privatizzazione dell’acqua,” voluta fortemente da Padre Alex Zanotelli con la partecipazione di Rita Borsellino. E’ per questo che qualcuno è entrato in internet, per cercare di capire un po’ di più ed evitare le solite orrende figure di incompetenti. Ma quel qualcuno quel giorno ricorda ancora che cercando con il motore di ricerca la parola “privatizzazione” rimane abbagliato alla vista di tre new lampeggianti.
Portavano la stessa dicitura con tre date diverse “febbraio l’affidamento della gara a Palermo, Trapani ed Agrigento. Vergogna e stupore. La cittadinanza all’oscuro, ma tutto si stava consumando in quella settimana. Un giro di telefonate veloci, a tappeto, dappertutto .
Si cerca di capire cosa fare. Si crea una solidarietà inaspettata e velocissima tra persone , tutte diverse, che andava montando di minuto in minuto.
Indignazione, rabbia e fretta…non c’era tempo.
Padre Alex consiglia di “ organizzate una conferenza stampa e comunicate immediatamente alla stampa della nostra presenza. Poi ci saremmo strutturati successivamente.
Questo si organizza. Ci diamo un nome “Acquaincomune” .

La prima conferenza stampa è molto faticosa. Gli stessi giornalisti hanno problemi a porre le domande, neanche loro hanno idea di quale possa essere l’argomento, non lo avevamo mai trattato. Era all’oscuro anche per loro. Chiedevano a noi cosa significava “privatizzare l’acqua”. Il giorno dopo si decide di organizzare un’iniziativa. Mediatica, non c’è altra soluzione.
Immediatamente volantini ed altrettanto velocemente la prima manifestazione di fronte la Provincia. Tante le persone,tante le Associazioni, partiti politici due: il partito della rifondazione comunista ed i Verdi. E gli altri?.
Mediatica ed efficace. Una delegazione chiede di essere ricevuta dal Presidente della Provincia. Non se ne parla. Ma la suo posto arriva il poi “diventato molto famoso Assessore Oddo.” La delegazione presenta una busta enorme, che riportava la nostra offerta “ACQUA PUBBLICA SOTTO IL DIRETTO CONTROLLO DEI CITTADINI” Ma l’assessore oltre a sorridere ci da le sue informazioni.
Tutto perfetto per lui. Si sta pensando al buono stato di salute e di vivibilità della popolazione. Strana gara rispondono i presenti. Assolutamente no. Tutto perfetto anche lì. Il Bando di gara è stato elaborato in maniera perfetta (???) dall’Ing. Mazzola, commissario inviato a sua volta dal super commissario straordinario nonché governatore della Sicilia Toto’ Cuffaro. E’ un bravissimo commissario Mazzola e poi se ne intende. E se ne intende a tal punto che guarda caso lo stesso è nel consiglio di amministrazione di una delle società in A.T.I. che si presenta. Ma è anche corretto lo stesso commissario ad acta , infatti, saputo della notizia che la sua società si stava presentando si dimette pochi giorni prima. La gara viene vinta e sempre per la stesa enorme correttezza per seguire i lavori al meglio lo stesso successivamente alla vittoria dell’affidamento diventa Amministratore della società. Fatti siciliani.
La rabbia aumenta. Da Messina arrivano notizie confortanti- Lì già da un anno la rete Lilliput conduce una battaglia forte e si riesce ad evitare l’affidamento. Quali mezzi ? quali strumenti?come informare i cittadini?. Estremamente complicato tutto. A Ragusa si era iniziata una raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua Sì seimila firme raccolte e depositate. Tutto ignorato. Catania già affidata. Anche lì erano stati attivati degli eventi da ATTAC per comunicare l’enorme business. Purtroppo ci si accorge che è veramente complicato capire spiegare. Per il cittadino è un fatto talmente distante che è difficile coinvolgerlo. Come si può organizzare la grande manifestazione di piazza. Sarebbe stato più semplice parlare di mancanza di ospedali o di qualcosa di immediatamente tangibile. Ma la protesta è forte e la rabbia aumenta , ma aumenta anche la consapevolezza che la gente non vuole più essere trattata con l’arroganza di sempre. I cittadini scoprono la voglia di essere protagonisti nelle scelte. Ci si rivolge ai sindaci. Inizialmente pochi quelli che hanno intenzione di ascoltare. Ma la lotta si sposta su altri livelli. Ci si rivolge a loro come “comunque responsabili delle scelte”. Nel frattempo la conoscenza dell’argomento dal punto di vista etico, morale, civile e procedurale va aumentando. Sono sempre di più le persone che dedicandosi a tempo pieno all’argomento acquisiscono, dati informazioni, ed anche i lavori di sottobanco con i traffici connessi. Ma ormai esiste una prima rete di associazioni. Nasce a Ragusa con i cittadini Invisibili cercando di andare insieme a tutte le altre associazioni esistenti. Si sposta su Agrigento con la nascita degli “INDIGNATI” prima e successivamente a Bivona Sete d’acqua, e Lercara Friddi. Un problema da dovere superare è il cercare di lavorare su un obiettivo comune, cercando , almeno questa volta di tralasciare “cappelli e cappellini”. Solo tutti insieme, con le proprie differenze ed autonomie si può sconfiggere questo nemico”. Nascono altri comitati Liberacqua in Provincia di Palermo. Il coordinamento contro la privatizzazione dell’acqua a Messina. A Leonforte in provincia di Enna, già privatizzata da una giunta di sinistra , nasce un comitato fortissimo. Diverse le manifestazioni ed ogni volta in piazza non sono meno di tremila.
Alcuni movimenti si strutturano con i partiti all’interno, altri decidono di essere solo movimenti di cittadini e di fare leva su tutte le forze politiche. La lotta e la battaglia è trasversale. Caso emblematico, all’inizio visto da tanti con molte perplessità , il Caso Siracusa.
E’ un consigliere Provinciale dell’U.D.C, , al quale alcuni cittadini si erano rivolti, a prendere in mano le carte, a volere studiare ed a cercare di capire l’argomento. Non passa una settimana che Fabrizio, questo il suo nome organizza immediatamente un comitato civico contro la privatizzazione dell’acqua” No acquasalata”. Chiama tutti i soggetti esistenti sul territorio. Strano caso l’associazione Amo Melilli (sinistra) e No! Acquasalata (destra) insieme. Lavorano in serenità e nel rispetto reciproco. Si appoggiano a vicenda.
Contro hanno il Presidente della Provincia Marziano. (sinistra), ma anche la CGIL che in quel territorio è per i rigassificatori per gli inceneritori e per la privatizzazione dell’acqua. La consapevolezza che questo argomento è trattato estremamente trasversale da tutti i partiti politici diventa realtà non si fa più affidamento a destra o a sinistra, si decide di andare da tutti e cercare le sensibilità personali. Questa scelta è fatta da alcuni movimenti, altri dichiarano la non volontà di discussione con le istituzioni. Solo attacchi frontali. Nel frattempo una serie di soggetti autorevoli da noi chiamati fa tappe di informazione in tutta la Regione, anche sulla legge d’iniziativa popolare: Rosario Lembo, Emilio Molinari, Marco Bersani, Ciro Pesacane. Si organizzano incontri e dibattiti con la cittadinanza e con le Istituzioni. Anche qui la consapevolezza che gli tessi soggetti chiamati a votare per o contro, erano assolutamente a volte all’oscuro dell’argomento alcuni consiglieri comunali, non avevano idea di cosa avessero o stessero votando.
A Ragusa una lotta mediatica e continua non lascia tregua a sindaci, consiglieri e Presidente della Provincia. . Iniziative di informazione la discesa sul territorio diverse volte di Padre Alex Zanotelli fa sì che si mettesse in moto un meccanismo di lotta quotidiana.
La lotta è durissima e stancante. La prima manifestazione fuori programma è stata fatta proprio in sua presenza a giugno 2006 alla Presidenza della Provincia. Casualmente scopriamo che in quella data si stava effettuando l’assemblea dei sindaci
Banchetti notturni, volantini, manifesti. Tutto organizzato da poche persone. Ma le emittenti cominciano un ‘informazione capillare. Qui strana è anche la figura del RUP che interviene anche in casi di non sua competenza, ma per fortuna in questo territorio la CGIL è contro la privatizzazione dell’acqua . Informati dell’argomento esce fuori un altro ed inaspettato soggetto politico. Gli studenti. Si organizzano scendono in Piazza , elaborano comunicati stampa e sono veramente tanti. Da modica a Scicli a Vittoria e Pozzallo.
Si creano dei siti. Servono per informare , per essere visibile sulle attività. Si crea una rete telefonica ed internet. In ogni provincia ad esclusione di Trapani si svolgono eventi ed iniziative. Ma è spettacolare la vicinanza anche fisica dei diversi comitati. Siracusa chiama e Ragusa Risponde. Si ci appoggia a vicenda. Si esce fuori dall’isolamento provinciale, si capisce che il problema è provinciale, regionale, nazionale, è globale. Importante la rete hiperlink. Quella nazionale. Si ci sconosce e si cerca di prendere le buone pratiche. Anche da lontano gli appoggi alla lotta, Estremamente importante. Nel frattempo la rete dei sindaci contro si va allargando. Vengono chiamatati i comitati cittadini a partecipare alle assemblee. Dalla Provincia di Ragusa a quella di Agrigento a quella di Palermo si comincia a lavorare così. Assemblee aperte e parola ai cittadini. Da Agrigento parte capofila il sindaco di Bivona Enzo Di Salvo anche la disobbedienza civile. Atti formali. 26 sindaci. L’affidamento non si deve fare. I contatti tra i Sindaci ed i cittadini diventano sempre più forti di complicità.
Loro hanno ben chiaro il problema, ed i cittadini hanno ben chiaro che solo loro possono e devono risolvere il problema. I sindaci si mobilitano. Parte una richiesta di adesione a tutti i sindaci della Regione per andare a Roma ad un incontro con Letta. Fasce tricolori e movimenti. A Roma tutti insieme. All’interno della rete dei sindaci anche sindaci della destra. Lavorano insieme.
Adesso è in fase di organizzazione la manifestazione nazionale per il 10 marzo. E lì staremo tutti insieme. Ma la lotta continua.

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