Situazione e prospettive dell’ATO di Palermo

Il vice sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo, ha risposto ad alcune nostre domande sulla situazione e sulle prospettive dell’ATO idrico di Palermo.Le sue risposte sono precedenti alla dichiarazione di apertura dell’amministrazione straordinaria da parte del Tribunale di Palermo.
Cosa che poi è puntualmente avvenuta.

Ecco le domande e le risposte.

D: – dopo le determinazioni della Conferenza dei Sindaci che hanno sancito la decadenza della convenzione tra ATO idrico di Palermo e Acque potabili siciliane, qual è la situazione?
R: – il collegio arbitrale ha ratificato all’unanimità in data 19 dicembre 2011 la decadenza della covenzione. La Conferenza dei sindaci aveva preso atto a settembre della decadenza della convenzione e aveva dato mandato al Presidente di richiedere la riconsegna delle reti. La Conferenza aveva deciso inoltre che la gestione del servizio nelle more che fosse individuato il nuovo gestore dell’intero servizio idrico integrato, fosse in capo ai singoli Comuni che lo richiedessero oppure affidati in via transitoria ad Amap da parte degli stessi Comuni: evidentemente a partire da Palermo.

D: – quali sono state le reazioni di APS, ci sono ricorsi in merito? quali sono le tue valutazioni?
R: – APS ha impugnato al TAR questa deliberazione con la motivazione che non può riconsegnare le reti ai Comuni in quanto gli stessi non sono legittimati per legge a gestire il servizio dovendosi individuare pertanto un nuovo gestore al quale trasferire il servizio e con il quale contabilizzare le spese di investimento effettuate sulle reti a devolvere alla stessa APS. Inoltre APS adduce a motivo del ricorso anche la motivazione che la riconsegna delle reti deve accompagnarsi al trasferimento del personale attualmente in forza ad APS che in una situazione di gestione frammentata è reso impossibile. Il personale in questione è stato assunto per il 90% (circa 210 su 220) in via diretta e la restante parte è transitato dai Comuni;  APS ha inoltre impugnato il cronoprogramma depositato in sede di collegio arbitrale il 19 dicembre 2011, di riconsegna delle reti in quanto ritenuto troppo ravvicinato e in quanto impossibile senza la soluzione delle problematiche in precedenza inquadrate.

D: - Sono stati fatti dei passi avanti per dare seguito al lodo arbitrale che ha pronunziato la decadenza della convenzione con APS, e alla stessa deliberazione della conferenza dei Sindaci?
R: – Amap ha mostrato interesse a gestire la fase transitoria di gestione in tutti i Comuni (almeno in quelli più grandi – Monreale, Misilmeri, Carini, Partinico, Corleone, Termini Imerese, oltre Palermo evidentemente  etc) assumendo anche il personale ex APS e con una somma iniziale in suo favore di aleno 20 milioni di euro

D: – APS si appresta a riconsegnare le reti ai comuni o ha formulato altre richieste? si prospettano soluzioni a breve, di carattere transitorio? di che tipo e quali sono le tue valutazioni?
R: –  Aps ha anche ipotizzato una transazione con i soggetti pubblici creditori compresa la Provincia che è creditrice di 21 milioni di euro a titolo di canone annuale non versato;  Aps ritiene di poter recuperare le somme dovute dagli utenti e non ancora versati. in tal modo riuscirebbe a saldare tutti i debiti con i Comuni e i privati. La strategia di APS è chiara: proseguire ancora per due anni (è la durata della amministrazione straordinaria) la gestione del servizio invocando una clausola della convenzione che ipotizza la continuazione della gestione al soggetto precedente nelle more della individuazione del nuovo gestore. In tal modo continuando ad essere ancora titolare della Convenzione riuscirebbe  ad ottenere l’amministrazione straordinaria da parte del Ministero e da parte del Tribunale. APS In questa fase transitoria non facendo alcun investimento avrebbe solo guadagno e in ultima istanza andrebbe via da questa esperienza con un guadagno e non con perdite. Questa strategia è mia opinione che sia avallata dalla Provincia e da alcuni Comuni creditori.

D: - È stata convocata dal presidente della Provincia la commissione dei Sindaci isitituita in seno alla conferenza dei sindaci con  il compito di “esaminare le criticità che dovranno essere affrontate per consentire la riconsegna del S.I.I. ai Comuni dell’ATO?
R: – 18 Comuni dell’area Termini – Madonie hanno richiesto la convocazione urgente della Conferenza dei sindaci per fare il punto sulla situazione e per varare un nuovo programma di riconsegna delle reti. si è in attesa di risposte. Il tavolo tecnico ristretto della Conferenza è stato convocato per due volte per fare un’analisi della situazione e per valutare la disponibilità dell’Amap. Quando si è capito che ci poteva essere una soluzione al problema al di fuori di APS, vale a dire quella dell’Amap, è scattato il piano dilatorio di APS con l’avallo non dichiarato della Provincia.

 

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Palermo, 25 Febbraio: Obbedienza Civile

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Presso i Cantieri Culturali della Zisa,
dalle ore 17,30

verso il Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua
              14-17 marzo – Marsiglia 2012

Assemblea Pubblica con

Alberto De Monaco
Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia – Forum Italiano Movimenti per l’Acqua
Dall’obbedienza locale a quella nazionale ed oltre

Salvo Vitale
Associazione Culturale Peppino Impastato
Diga di Jato: l’acqua c’è, ma non per te

Padre Danilo
Missionario Comboniano
Acqua: dono del PADRE, non merce dei PADRONI

Elisabetta De Persio
Comitato Umbro Acqua Pubblica – Forum Italiano Movimenti per l’Acqua
Il diritto all’acqua contro ogni forma di privatizzazione, dall’imbottigliamento alla gestione del servizio idrico. Verso il FAME Marsiglia – Marzo 2012

Angelo Campagna
Associazione Liberacqua
La Nestlé in Sicilia: da acqua pubblica ad acqua minerale

Maria Trapani
Associazione Radio Aut
Acquainsicilia.org al Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua:gli interessi della mafia e dei poteri forti nelle politiche per l’acqua

Andrea Libero Carbone
I Cantieri che Vogliamo
La difesa dei beni comuni: diritto all’acqua ed agli spazi della Zisa: quali analogie?

Antonio Tozzi
Associazione Bàriot*
Acqua e beni comuni: l’unico antidoto alla crisi

modera il dibattito
Gioacchino Cannizzaro
AcquainSicilia.org – WWF Sicilia

 Dalle ore 21

musica con i LassatilAbballari

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Catania, Dov’è finito il referendum?

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ASSEMBLEA PUBBLICA
VENERDÌ 24 FEBBRAIO ore 18:00
CASA DELLA CULTURA, PALAZZO PLATAMONE
via V. Emanuele 121 (angolo via Landolina)

ACQUA IN BOTTIGLIA O DAL RUBINETTO

Elisabetta De Persio, Forum italiano dei movimenti per l’acqua- comitato umbro
Le acque minerali imbottigliate: tante ragioni per dire no- verso il FAME Marsiglia, Marzo 2012

Danilo Pulvirenti, Forum Catanese Acqua Bene Comune
analisi sulla qualità dell’acqua del rubinetto nella nostra città

Alfio Patanè
esperienza di un condominio virtuoso nella nostra città

PUBBLICO, PRIVATO O BENE COMUNE?

Sara Giorlando, Forum Catanese Acqua Bene Comune
Il bene comune oltre il pubblico e il privato; la proposta di gestione del servizio idrico a Catania

Giuseppe Platania, Direttore amministrativo della Sidra
Storia di una ex municipalizzata

Marcello Failla, Forum Catanese Acqua Bene Comune
campagna per il rimborso del canone di depurazione della città di Catania

Alberto De Monaco, Forum italiano dei movimenti per l’acqua- comitato di Aprilia
dov’è finito il referendum? Una campagna di obbedienza civile e il percorso verso il FAME

Modera: Giovanna Bruno, Forum Catanese Acqua Bene Comune

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Solidarietà a Il Manifesto

Comunicato stampa
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

La gravissima crisi economica del Manifesto che ne mette a rischio l’esistenza è un grave pericolo per il pluralismo dell’informazione del nostro Paese.
Il Forum Italiano di Movimenti per l’Acqua esprime solidarietà ad un giornale che ha accompagnato la lotta per ripubblicizzazione passo dopo passo, che ha fatto parte del comitato promotore dei referendum di giugno, che ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento per gli attivisti dell’acqua bene comune.
Dopo la chiusura di Liberazione, altro giornale ai cui lavoratori rinnoviamo la nostra vicinanza, i tagli dell’editoria mettono a rischio una voce critica e differente dall’uniformata linea dei grandi gruppi editoriali.
Crediamo sia dovere delle istituzioni invertire la rotta rispetto a quello che sembra un vero e proprio attacco alla libertà di informazione dei cittadini italiani.
Il Forum italiano Movimenti per l’acqua si unisce alle tante voci che da tempo si oppongono a questo attacco e sostiene con forza la battaglia perché il Manifesto possa continuare a vivere e si ritiene dunque impegnato in essa.

Roma, 9 Febbraio 2012.

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Pubblico, privato o bene comune?

c/o ARCI – piazza Carlo Alberto n. 47 – Catania – comitatoacquact@gmail.com

VENERDÌ 24 FEBBRAIO,
dalle 18:00 fino alle 21:00
presso la casa della cultura
palazzo Platamone

In questi giorni i mezzi di informazione locale riportano una serie di articoli che riguardano le “società partecipate” dal Comune di Catania. In particolare, si è parlato molto della Sostare: sono state pubblicate una serie di dichiarazioni in cui la Commissione Consiliare, il Comune e la direzione della sostare si rimpallano una serie di responsabilità.

Ma un grosso titolo ci ha incuriosito più degli altri: sul giornale “la Sicilia” del 10 febbraio si legge «La Sostare è un’azienda pubblica non privata» (sono le parole di Francesco Navarria, Presidente della Commissione Consiliare Permanente “Aziende Municipalizzate – Speciali e Partecipate”).

Su questo vogliamo fare un po’ di chiarezza per capire meglio cosa significano le parole pubblico, privato e bene comune.

Le società di capitali (es. le SpA o le Srl) anche se di proprietà interamente pubblica (es. la Sostare è una Srl interamente partecipata dal Comune di Catania) sono delle società private, nel senso che sono regolamentate da norme di diritto privato, sono strumenti che per loro natura devono fare PROFITTO e sono assoggettate alla logica della concorrenza (ma quale concorrenza ha la Sostare a parte i posteggiatori abusivi?).

Invece, gli enti di diritto pubblico sono regolamentati dal diritto amministrativo, non sono obbligati a fare profitto, ma solo a chiudere in “PAREGGIO DI BILANCIO” (quindi non avere perdite) e non sono assoggettate alla logica della concorrenza, ma a quella dell’interesse pubblico.

Da un po’ di anni si è tornati a parlare di “beni comuni”, che superano la classica distinzione fra pubblico e privato. Sono beni che appartengono a tutti e a nessuno, nel senso che tutti devono poter accedere ad essi e nessuno può pretenderne l’esclusività, per cui alle scelte sulla loro gestione devono partecipare tutte/i (es. tramite i bilanci partecipativi). Sono l’acqua, l’aria, la conoscenza, i patrimoni culturali e ambientali, beni da amministrare secondo i principi di solidarietà e sostenibilità, nell’INTERESSE COLLETTIVO (che comprende anche quello delle generazioni che verranno dopo la nostra).

Noi come Forum Catanese Acqua Bene Comune da tempo ci interroghiamo su questi temi e crediamo che l’Acqua sia un bene che con le logiche del mercato e del profitto non abbia nulla a che vedere, per questo siamo contrari alla gestione tramite ogni forma di società di capitali anche se interamente pubblica. Ma riteniamo che non sia sufficiente che l’acqua rimanga in mano a un soggetto pubblico: vogliamo che questo ente pubblico (es. azienda speciale) preveda anche la partecipazione diretta dei cittadini/e nella gestione, amministrazione e controllo (es. tramite i bilanci partecipativi).

Speriamo quindi che la gestione tramite ente pubblico e con la partecipazione dei cittadini divenga il modello per la gestione di tutti i beni comuni.

Di tutto questo e di altro discuteremo VENERDÌ 24 FEBBRAIO, dalle 18:00 fino alle 21:00, presso la casa della cultura- palazzo Platamone

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“Servizio idrico integrato: senza finanziamenti regionali o statali la Spa è l’unica strada percorribile”

Lunedì, 6 febbraio, 2012

Ad affermarlo i dirigente della Sto dell’Ato 3 Messina in occasione di un incontro con i comitati pro acqua pubblica, che hanno proposto un’azienda speciale

Chi gestirà l’acqua a Messina? Un interrogativo a cui hanno provato a dare una risposta i rappresentanti del comitato locale aderente ad Acquainsicilia.org insieme a tecnici e responsabile dell’Ato idrico 3, società d’ambito chiamata ad avviare il servizio integrato sul territorio provinciale. Un confronto “sereno e di reciproco ascolto”, così come è stato giudicato dalle parti.

I comitati presenti in sede di confronto hanno portato all’attenzione dei partecipanti, ancora una volta, il paradosso e la contraddittorietà politica di molti sindaci della provincia di Messina, i quali da un lato hanno deliberato una proposta di legge che nega totalmente la costituzione di una Spa nella gestione del servizio, e dall’altro appoggiano la possibilità dell’approvazione dello statuto della nuova società. «Si tratta degli stessi sindaci che hanno aderito al Coordinamento Nazionale e Regionale degli Enti Locali e che hanno partecipato anche alle manifestazioni nazionali del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che privilegia la partecipazione dei cittadini all’interno della gestione, tramite ente di diritto pubblico», hanno scritto i comitati.

Nel corso dell’incontro sono stati discussi, in via preliminare, sia lo statuto della società in house con Spa, che i documenti giuridici che dimostrano la concreta possibilità della realizzazione di un’Azienda Speciale, tra gli elaborati evidenziati lo statuto ABC del Comune di Napoli e un appunto Giuridico dell’avvocato Sara Giorlando. I Responsabili Istituzionali al fine di rendere convincente ed efficace la loro scelta hanno comunicato che il servizio idrico integrato è ancora giuridicamente un servizio economico, e giacché tale imprescindibile dalla logica finanziaria. Secondo i dirigenti della Segreteria tecnica operativa la società di capitali è indispensabile poiché occorrono fondi a disposizione che la Regione e lo Stato non sono in grado di garantire. Diverrebbe dunque improponibile organizzare un’Azienda Speciale in un Ambito territoriale ottimale che vede coinvolti 108 Comuni.

I comitati, preso atto della disponibilità e dell’apertura al confronto sia politico che giuridico sul tema, hanno proposto di organizzare un incontro con Alberto Lucarelli, assessore ai Beni comuni, Informatizzazione e Democrazia partecipativa al Comune di Napoli, al fine di avere ulteriore chiarezza rispetto a quanto asserito dai responsabili e tecnici Istituzionali. La proposta che è stata accolta positivamente da parte di tutti i presenti sarà resa operativa possibilmente in tempi brevi.

Presenti all’incontro: Per i Responsabili Istituzionali: Nanni Ricevuto Presidente della Provincia e presidente dell’Ente d’Ambito, Michele Bisignano – Assessore alle Società partecipate, Giuseppe Santalco Dirigente Responsabile STO Ato idrico, Santi Trovato -Dirigente pianificazione e controllo Ato idrico, Guido Barbaro, Antonino Saia. Per il Comitato Acqua Bene Comune Prov. Messina di Acquainsicilia.org: Giovanna Allone, Gianluca Molino, Clara De Luca e Barbara Grimaudo (Segreteria Regionale Acquainsicilia.org Forum siciliano dei Movimenti per l’acqua). Per il Forum provinciale acqua pubblica Messina” Daniele Ialacqua e Teodoro La Monica. (ER)

fonte: http://www.tempostretto.it/news/fa-acqua-servizio-idrico-integrato-senza-finanziamenti-regionali-statali-spa-unica-strada-percorribile.html

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COMUNICATO STAMPA: Chi gestirà l’acqua in Provincia di Messina?

4 febbraio 2012

COMUNICATO STAMPA:
Chi gestirà l’acqua in Provincia di Messina?

 

I Comitati locali per l’acqua pubblica e i Responsabili Istituzionali e Tecnici  s’incontrano   per un confronto sul tema

Questo il tema affrontato nel corso dell’incontro che ha avuto luogo in data 3 febbraio 2012 presso la Sala Giunta della Provincia Regionale di Messina.
L’incontro che si è svolto in un clima sereno di reciproco ascolto, è stato possibile  a seguito della richiesta formale inoltrata dal comitato locale aderente ad Acquainsicilia.org  – www.acquainsicilia.org – ed inviata al Presidente della Provincia di Messina, a tutti i Sindaci della Provincia di Messina e al Dirigente Responsabile della Segreteria tecnica dell’ATO3.
I comitati presenti in sede di confronto hanno portato all’attenzione dei partecipanti, ancora una volta, il paradosso e la contraddittorietà politica di molti Sindaci della Provincia di Messina, i quali da un lato hanno deliberato una proposta di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia”, che nega totalmente la costituzione di una S.p.A. nella gestione del Servizio Idrico Integrato, e dall’altro appoggiano la possibilità dell’approvazione dello statuto della nuova Società.
Si tratta degli stessi  Sindaci che hanno aderito al Coordinamento Nazionale e Regionale degli Enti Locali e che hanno partecipato anche alle manifestazioni nazionali del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che ricordiamo ancora una volta non accetta la costituzione di S.p.A. nella gestione del SII e privilegia la partecipazione dei cittadini all’interno della gestione, tramite ente di diritto pubblico.
Dai Comitati è stato ulteriormente ribadito che anche il referendum, che ha visto la partecipazione di ventisette milione di cittadini, va nell’esatta direzione opposta.
Nel corso dell’incontro sono stati discussi, in via preliminare sia lo statuto della Società in House con S.p.A., sia documenti giuridici che dimostrano la concreta possibilità della realizzazione di un’Azienda Speciale, tra altri  documenti lo Statuto ABC del Comune di Napoli e un appunto Giuridico dell’avv. Sara Giorlando.
I Responsabili Istituzionali al fine di rendere convincente ed efficace la loro scelta hanno comunicato:
•    che il SII è ancora giuridicamente un Servizio economico, e giacché tale imprescindibile dalla logica finanziaria;
•    che la società di capitali è indispensabile poiché occorrono fondi a disposizione e che la Regione e lo Stato non sono in grado di ottemperare a tale stanziamento;
•    che è improponibile organizzare un’Azienda Speciale in un Ambito territoriale ottimale che vede coinvolti 108 Comuni.
I Comitati, preso atto della disponibilità e dell’apertura al confronto sia politico che giuridico sul tema, hanno proposto di organizzare un incontro con Alberto Lucarelli Assessore ai Beni comuni, Informatizzazione e Democrazia partecipativa al Comune di Napoli, al fine di avere ulteriore chiarezza rispetto a quanto asserito dai Responsabili  e Tecnici Istituzionali.
La proposta che è stata accolta positivamente da parte di tutti i presenti sarà resa operativa possibilmente in tempi brevi.
In ultimo, rimane incomprensibile l’assenza all’incontro di alcuni Sindaci, che nonostante fossero stati invitati  dal Presidente della Provincia Giovanni Ricevuto, non si sono presentati; gli stessi Sindaci che incontrati a San Filippo del Mela in data 13 gennaio 2012 ci avevano annunciato un ulteriore incontro giuridico da tenersi a breve, alla presenza anche degli altri Coordinatori degli altri otto comprensori. Incontro del quale non abbiamo avuto più alcuna notizia. Questa non sarebbe stata una buona occasione?

Presenti all’incontro:
Per i Responsabili Istituzionali:
On. Giovanni Ricevuto Presidente della Provincia e presidente dell’Ente d’Ambito
Dott. Michele Bisignano – Assessore alle Società partecipate.
Dott. Giuseppe Santalco Dirigente Responsabile STO Ato idrico
Ing. Santi Trovato -Dirigente pianificazione e controllo Ato idrico
Avv. Guido Barbaro
Dott. Antonino Saia
Per il Comitato Acqua Bene Comune Prov. Messina di Acquainsicilia.org
Giovanna Allone, Gianluca Molino, Clara De Luca
Barbara Grimaudo (Segreteria Regionale Acquainsicilia.org Forum siciliano dei Movimenti per l’acqua)
Per il Forum provinciale acqua pubblica Messina
Daniele Ialacqua e Teodoro La Monica

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Report Assemblea del 29 gennaio 2012

Il Report è disponibile in formato pdf cliccando qui

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Acquainsicilia at Messina Ato 3

MESSINA

Acquainsicilia.org inteviene sulla società per la gestione in provincia di Messina con una lettera indirizzata al Presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto, a tutti i sindaci, al dirigente responsabile della Segreteria tecnica dell’Ato 3. “Leggiamo, con stupore e preoccupazione le dichiarazioni rilasciate su la Gazzetta del Sud di Messina del 10/01/2012, dal dirigente responsabile della segreteria tecnica dell’ATO 3 Giuseppe Santalco e precisamente «Il servizio idrico integrato è a rilevanza economica e dunque non può essere gestito da aziende speciali o istituzioni, Inoltre la società consortile che abbiamo proposto non ha scopo di lucro, come si può evincere dallo statuto».

Nella nostra nota inviata al Presidente della Provincia di Messina e a tutti i Sindaci della Provincia di Messina, chiedevamo un incontro tecnico/giuridico; in seguito a quanto letto riteniamo assolutamente improrogabile e necessario che l’incontro si faccia e nel più breve tempo possibile. Inoltre, molti Sindaci della Provincia di Messina dovrebbero assolutamente essere informati della differenza che passa tra una Società in house e un’azienda di diritto pubblico (speciale o consortile) anch’essa in house, avendo deliberato una proposta di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia”che va assolutamente all’opposto rispetto alla gestione del Servizio Idrico che si prefigura al momento. E’ vero che all’interno di quella Proposta esiste un errore di battitura, e all’articolo 8 si trova anche tale possibilità, ma i Sindaci hanno dichiarato che tale eventualità non era assolutamente nella loro visione e che di conseguenza bisogna parlare solo di errore di battitura.

Non avendo alcun motivo di non credere a tali dichiarazioni e nell’auspicio che le prossime volte i Consigli Comunali leggano sempre tutti i documenti prima dell’approvazione, reiteriamo nuovamente la richiesta d’incontro allargandola anche alla Segreteria Tecnica dell’Ato 3. In attesa di conoscere la data dell’incontro, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti.

Acquainsicilia.org

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AMBIENTE ITALIA, LA “BATTAGLIA” DELL’ACQUA

SABATO 4 FEBBRAIO 2012

Applicare quanto previsto dal referendum sull’acqua, in particolare per il recupero, da parte dei cittadini, delle quote pagate in eccedenza nelle bollette: lo chiedono i comitati referendari di “Obbedienza civile” che preparano la mobilitazione per ottenere il rispetto dei diritti riconosciuti dopo la consultazione sull’acqua. Un nuovo capitolo della “battaglia” combattuta per il riconoscimento delle risorse idriche come bene comune. Se ne parla ad “Ambiente Italia”, il settimanale della Tgr curato da Carlo Cerrato e Beppe Rovera, in onda sabato 4 febbraio alle 12.55 su Rai3. Un tema che è stato in primo piano anche a Napoli, dove il sindaco Luigi De Magistris ha deciso di far tornare pubblica l’azienda di gestione dell’acquedotto, “contagiando” anche i comuni vicini e chiamando a raccolta – in nome dei beni comuni, come l’acqua – i sindaci di altre città. Con Beppe Rovera ne parlano gli assessori all’ambiente di Napoli e della Campania, Tommaso Sodano e Giovanni Romano, oltre a rappresentanti dei comitati, del Forum dell’Acqua e a Luca Martinelli, giornalista di Altreconomia.
In sommario, inoltre, un viaggio nell’Italia che – dalla Lombardia alla Liguria alla Calabria – si mobilita contro la privatizzazione del patrimonio idrico e in difesa dei beni comuni.
Obiettivo, infine, sull’acqua dell’isola del Giglio. Dopo il disastroso naufragio cresce l’allarme ambientale e al timore per l’inquinamento marino si aggiunge quello di una contaminazione degli impianti che trattano l’acqua potabile.
Dal sito Rai

Questo è il link di Rai Tre per rivedere la trasmissione:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-46e91442-c4bb-4d62-bfdb-35a54016586e.html

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